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La Nostra Storia

Saint-Gobain PAM

La storia di Saint-Gobain PAM, leader mondiale dal 1856

La storia di Saint-Gobain PAM è una vera e propria saga, ricca di avvenimenti: da modesta fonderia a leader mondiale, Saint-Gobain PAM con la sua vicenda rispecchia le fortune dell’industria francese, segnate da difficoltà e crisi d’identità. La formidabile ascesa di questa minuscola azienda avvenne grazie alla lungimiranza di audaci capitani d’industria. Molto prima di chiunque altro Saint-Gobain PAM, a quel tempo ancora conosciuta come “Société Anonyme des hauts fourneaux et fonderies de Pont-à-Mousson”, decise di scommettere su:
  • un mercato: quello dell’adduzione d’acqua
  • un prodotto: le condotte
  • la specializzazione in un materiale: la ghisa, prima grigia e poi sferoidale.
Alle sfide di cui sopra la “vecchia signora”, come è nota tra la clientela, ha sempre affiancato una strategia di lunga durata basata su due costanti della sua storia: le innovazioni tecnologiche (centrifugazione, ghisa sferoidale etc.) e un forte sviluppo commerciale d’impronta internazionale. 150 anni dopo la sua fondazione, in un contesto d’incremento dei prezzi delle materie prime, l’attività Condotte non smette di crescere, mantenendo lo stesso spirito di conquista, innovazione e solidità industriale.

La ghisa: il materiale per eccellenza

Le prime condotte, fabbricate al tempo dei Romani, erano d’argilla, talvolta di ceramica oppure piombo. Il Medioevo vide l’avvento delle condotte in legno. La storia delle condotte in ghisa ebbe inizio in Belgio nel XVII secolo: furono utilizzate per la primissima volta nella celeberrima macchina di Marly e nel Castello di Versailles. Le condotte flangiate, che venivano sigillate utilizzando pelle di maiale o sottili strati di piombo, rimpiazzarono quelle di legno a partire dal XVII secolo. A quel tempo, comunque, l’accesso alla rete idrica restava un privilegio quasi regale.

Gli inizi

La vicenda industriale di Point-à-Mousson ebbe inizio circa cent’anni più tardi, quasi per caso come spesso accade. L’azienda fu fondata due anni dopo la scoperta casuale di un vasto giacimento di ferro nella regione francese della Meurthe-et-Moselle, nel 1854. PAM, Pont- à-Mousson, ha una storia prestigiosa, ma come per il resto dell’industria francese, le cose non sono sempre state facili. I primi anni furono caotici e difficoltosi. A quel tempo la piccola fonderia, come molte altre, creava più prodotti e non era ancora specializzata in condotte: era ancora lontana dal diventare uno dei “baroni del ferro”.

Le prime condotte

La “Société Anonyme des hauts fourneaux et fonderies de Pont-à-Mousson” prese la storica decisione di produrre condotte, che videro la luce nel 1865.
Con una mossa innovativa per quei tempi, venne subito creato un ufficio vendite, un primo passo verso la specializzazione nell’adduzione d’acqua. Questo solido connubio tra produzione e vendite precorse l’integrazione verticale, contrassegnata da un costante desiderio d’indipendenza. Dal punto di vista strutturale, l’organizzazione dell’azienda permise l’ingresso nel capitale da parte d’imprenditori e direttori, la prima del suo genere in ambito siderurgico in Lorena. “I primi due direttori non esercitavano il potere perché possedevano il capitale, ma acquisirono capitale in virtù del potere che esercitavano”.
The first exhibitions
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The first exhibitions

La rete idrica arriva tardi in Francia

Il mercato nazionale era assai limitato in quanto pochissime città, ad esclusione dei grandi agglomerati, erano connesse alla rete idrica.
A quel tempo in Francia, l’adduzione di acqua potabile non era una priorità e la salute pubblica era un argomento trattato praticamente con indifferenza. Nel 1903, ad esempio, la proposta d’investire l’1% dei proventi del gioco d’azzardo nello sviluppo della rete idrica passò a malapena in Parlamento, per essere tuttavia abrogata solo nel 2004. Una volta deciso d’incrementare la rete idrica, si registrò una solida crescita alla fine del XIX secolo. L’azienda vinse l’appalto per diventare il fornitore principale della città di Parigi nel 1887.
The mains water supply for Paris was the company’s founding success
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The mains water supply for Paris was the company’s founding success
Anche dopo la Grande Guerra, l’acqua potabile rimaneva un concetto astratto: le malattie erano diffuse e la rete idrica fu trascurata a favore di altri progetti. Le autorità preferivano investire in elettricità, autostrade e altre infrastrutture. In questa situazione, la Francia arrancava dietro agli altri paesi industrializzati.
Un esempio: nella regione della Maienna, nel 1930, solo la prefettura a Laval e la sottoprefettura a Maienna usufruivano di acqua corrente; il resto della regione era sprovvisto di rete idrica.
L’acqua potabile era disponibile solo nelle città più grandi. Per poter sopravvivere, la nuova azienda si affidò allo sviluppo delle esportazioni mediante distributori, agenti e fabbriche (come quella in Brasile nel 1937). L’Export gettò le basi per un business di lunga durata per la crescita dell’azienda.

L’avvento della “propaganda per la salute pubblica”.

Gli strateghi del tempo, tuttavia, volevano lanciarsi nella “propaganda commerciale”, o nel marketing come diremmo oggi. Era necessario generare domanda e raggiungere direttamente la popolazione, anche se il concetto di utente era ancora molto remoto. Venne creato l’ufficio di “propaganda, pubblicità ed espansione” (Propex) per promuovere l’acqua potabile e i suoi benefici. I meriti dell’acqua corrente e delle condotte in ghisa vennero presentati alla popolazione con libri, volumi scolastici e persino un film muto.
PAM utilizzò tutti i mezzi disponibili, come già aveva fatto la Michelin e si fece “pubblicità”, con grande successo.
Basta leggere quanto scritto da un manager delle vendite “illuminato” di quei tempi: “Non ha senso spiegare ai consumatori le qualità delle condotte in ghisa. Parlate invece di acqua, igiene, comfort, tutela della vita e della casa, e mettete Pont-à-Mousson avanti a tutti gli altri, proprio come la Michelin.
È un approccio disinteressato che sembra essere il migliore, quando ne abbiamo il tempo”. Già allora era chiara la determinazione nel diventare molto più di un produttore di condotte.

Il comitato per la salute e l’acqua

Allo stesso tempo, le autorità vennero interpellate con la creazione di comitati per la salute e la qualità dell’acqua. L’azienda si fece portavoce dell’industria idrica e degli specialisti della sanità, grazie anche al supporto di altri produttori e dell’AGHTM, un’associazione di esperti in campo sanitario.

Bone (Annaba) mains water system in Algeria in 1905
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Bone (Annaba) mains water system in Algeria in 1905
Il periodico del comitato, “L’Eau”, fu venduto all’AGHTM, e venne ribattezzato “TSM”. I rapporti con l’associazione sono rimasti assai stretti da allora, tanto che nel corso degli anni, molti ex dipendenti PAM hanno ricoperto ruoli chiave nell’associazione stessa. Da sempre, il tesoriere è anche il direttore della regione dell’Ile-de-France.
Il mercato interno era quindi in graduale crescita, la popolarità in aumento e c’era disponibilità di fondi. Ma le cose non erano così semplici.
La concorrenza non si fece attendere: si faceva sempre più feroce e organizzata, scagliando bordate alla corazzata della ghisa.

Lo sviluppo della promozione

All’inizio, l’azienda promuoveva i meriti e i benefici del consumo di acqua potabile attraverso libri di scuola, calendari, diari etc. Fu girato un film muto, “La source”, che illustrava i vantaggi delle condotte in ghisa nelle scuole e nelle amministrazioni locali. La ghisa veniva pubblicizzata con un mix d’istruzione e d’intrattenimento.
In aggiunta a quest’aspetto, PAM pubblicizzò i propri successi nelle esportazioni con messaggi dal tocco esotico o persino orientale, come andava di moda a quei tempi.
 
The benefits of drinking water
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The benefits of drinking water

Gli anni ’70 videro l’utilizzo di messaggi più convenzionali che si concentravano sul prodotto.

The development of advertising
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The development of advertising

Una concorrenza agguerrita

Le condotte di cemento armato
Il mercato francese, tuttavia, era assai ristretto e la competizione era accanita. Già nel 1890, le condotte di cemento armato e quelle di ghisa erano oggetto di una lotta senza quartiere. La ghisa era più popolare in diametri utilizzati per la distribuzione, mentre il cemento armato veniva usato solo in diametri di grandi dimensioni. Per mantenere la sua posizione, però, Point-à-Mousson fu costretta ad enormi sacrifici, soprattutto perché i legami di natura finanziaria tra alcuni produttori e le aziende idriche rappresentavano un serio handicap commerciale.
Le tubazioni d’acciaio
Le tubazioni d’acciaio fecero la loro vera comparsa dopo la Prima Guerra Mondiale. Questo “duello all’arma bianca”, come lo definì il carismatico leader PAM Camille Cavalier, si trasformò ben presto in una guerra di prezzi.
L’acciaio sorpassò la ghisa nel 1927. PAM reagì con la sua “propaganda”, che in termini moderni si potrebbe definire una politica di forte lobbying sull’amministrazione, per promuovere la longevità della ghisa. Le prime “bibbie” delle vendite furono pubblicate all’inizio del XX secolo.
Le condotte in fibrocemento e i tubi in PVC: l’arrivo sul mercato di prodotti a basso costo
Le prime condotte economiche e leggere in fibrocemento, lanciate da Eternit nel 1932, causarono un vero e proprio terremoto nel mercato. PAM rispose alla sfida con le stesse armi e diede vita a un suo prodotto mediante la controllata Everite, in modo da evitare ripercussioni giudiziarie. Fece lo stesso con le tubazioni in PVC, ma con l’avvento della plastica PAM attraversò una crisi d’identità. PAM produceva plastiche ma con profitti molto bassi. Tentò, senza troppo successo, di migliorare il processo PRFV nei suoi centri di ricerca, e alla fine tornò a produrre condotte di ghisa all’inizio degli anni Ottanta, chiudendo le fabbriche di fibrocemento nel 1996.
The start of centrifugation
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The start of centrifugation

La Tecnologia

La centrifugazione
Lo sviluppo delle condotte in ghisa è il risultato d’innovazioni tecnologiche importanti. Una su tutte la centrifugazione, che negli anni ’30 andò a rimpiazzare la colata verticale della ghisa. L’azienda acquistò il brevetto del processo da due ingegneri brasiliani, migliorandolo ulteriormente. Il concetto di centrifugazione si basa sull’uso della forza centrifuga per modellare le condotte con una regolare introduzione di metallo. Questa importante innovazione tecnologica, evolutasi nel corso degli anni, venne universalmente adottata a partire dagli anni ’50 e permise a Pont-à-Mousson di produrre su larga scala, raggiungendo volumi produttivi impensabili con la colata verticale.
La ghisa sferoidale salva la ghisa grigia
La ghisa grigia era friabile. La fragilità della ghisa grigia era il suo tallone d’Achille: le condotte non erano più resistenti delle padelle da cucina e si rompevano continuamente, e per questo motivo il metallo era molto spesso.
Il rilancio di PAM nel XX secolo
La scoperta della ghisa sferoidale e la sua applicazione alle condotte fu il risultato di ricerche effettuate durante un viaggio di studio nel 1946, nel settore degli armamenti negli Stati Uniti. Gli ingegneri di PAM intuirono il potenziale di quello che era poco più di un esperimento da laboratorio.
La ghisa sferoidale non è una variante di quella grigia, bensì un nuovo materiale dalle caratteristiche eccezionali, per non dire straordinarie.
La svolta tecnologica
Aggiungendo una piccola dose di magnesio, la ghisa grigia si trasforma subito per catalisi in ghisa sferoidale, con incredibili proprietà di forza meccanica e allungamento, tre volte superiori alla ghisa grigia. Queste nuove qualità permisero di sviluppare le condotte, garantendo a Pont-à-Mousson una crescita formidabile. Una volta risolto definitivamente il rischio di rottura, la ghisa sferoidale divenne il materiale di riferimento per tutte le condotte.
Nel 1970, Pont-à-Mousson rimpiazzò la sua intera produzione di ghisa grigia con ghisa sferoidale.

Pont-à-Mousson: un prode cavaliere al soccorso di Saint-Gobain

Quasi nello stesso periodo, nei primi anni ’70, la Francia assistette a una delle prime offerte pubbliche in Borsa. BSN avanzò un’offerta ostile per acquisire Saint-Gobain: l’incontro con quest’ultima rappresentava un’opportunità unica per entrare in una nuova dimensione. Pont-à-Mousson arrivò a salvare Saint-Gobain con una controfferta e le due aziende di alto profilo conclusero la fusione. Il signor De Vogüe cedette l’incarico a Roger Martin, che divenne il primo presidente della neonata “Compagnie de Saint-Gobain- Pont-à-Mousson”. Il nuovo gigante industriale contava tre divisioni: Saint-Gobain SA (vetro e materiali da imballo), Pont-à-Mousson e Socea (rete idrica e fognature). Gli anni ’70 furono un periodo di diversificazione per Pont-à-Mousson. Sin dal 1986, il Presidente Jean-Louis Beffa e dal 2010 Pierre-André de Chalendar hanno trasformato il gruppo in un attore di primo piano in quasi tutte le sue attività.

Saint-Gobain PAM: ambizioni di portata mondiale

Da allora, l’attività condotte ha continuato a crescere come parte di Saint-Gobain. L’azienda, in qualità di fornitore di prodotti per il ciclo dell’acqua, si focalizza attorno a tre attività: rete idrica e fognature, tubazioni per i centri urbani ed edifici. Alle sedi storiche del Gruppo in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Italia e Brasile si sono recentemente aggiunti nuovi siti in Colombia, Cina, Sudafrica e Repubblica Ceca. L’attività Condotte è presente in circa 100 paesi e la storia di Pont-à-Mousson prosegue con lo spirito originario d  conquista, innovazione e solidità industriale. Tutti i dipendenti Saint-Gobain condividono la determinazione dei loro predecessori nel difendere la leadership dell’azienda nelle condotte di ghisa. Forte di quest’esperienza, Saint-Gobain PAM può affermare con certezza che sulle sue condotte non tramonta mai il sole!